Dissesti e alluvioni

Frane e alluvioni sono fenomeni naturali attraverso i quali evolve la superficie terrestre: quello che viene definito “dissesto idrogeologico” per la natura è solo la trasformazione delle condizioni fisiche del territorio con lo scopo di raggiungere, infine, un assetto di equilibrio. In Italia l’intervento antropico sul territorio è avvenuto (ed ancora avviene) troppo spesso senza tenere in alcun conto i delicati equilibri geomorfologici presenti. Ci ritroviamo, pertanto, oggi, con diverse realtà irrimediabilmente compromesse, nelle quali occorre passare dal concetto di “difesa” a quello di gestione del rischio, adottando misure non solo materiali, ma anche e soprattutto culturali. In tal senso, le più recenti direttive europee indicano percorsi di gestione sostenibile, volti alla mitigazione ed alla prevenzione, nel rispetto delle dinamiche geomorfologiche dei versanti e del reticolo idrografico.
Un discorso a parte meritano poi le aree in cui i processi geologici sono ancora liberi di svilupparsi naturalmente. Sono, questi ambiti, fondamentali sia per la salvaguardia dei sistemi antropizzati, sia per il mantenimento di quelli naturali che, nella nostra nazione, assumono una valenza paesaggistica e culturale unica al mondo. Questi vanno assolutamente preservati e gestiti, pertanto, secondo la loro vocazione che, nel rispetto delle condizioni fisiche, ne impone la loro abituale evoluzione. La trasformazione di questi territori necessita di un inquadramento che solo l’azione del geologo, attraverso la sua formazione e cultura professionale, può correttamente indirizzare.
Il Tavolo focalizzerà, quindi, il suo lavoro sulle seguenti tematiche principali:
–  Superamento della dicotomia tra rischio geomorfologico e idraulico, in quanto effetti strettamente tra loro connessi e determinati dalle stesse forzanti, ristabilendo l’importanza della figura professionale del geologo nella lettura dei fenomeni naturali e degli effetti sul sistema ambientale ed economico/culturale.
– Recupero degli equilibri idro-geomorfologici dei versanti, laddove necessari per la tutela e la gestione del rischio degli elementi presenti, contenendo in ogni caso le modifiche che, comunque, non dovranno incidere in maniera tale da trasferire effetti dannosi in altre aree; in tale contesto si inserisce l’introduzione delle aree di pertinenza idrogeomorfologiche, in cui dovrà essere inibito l’incremento delle condizioni di rischio, consentendone la naturale evoluzione.
– Promozione e sviluppo del ricorso a misure non strutturali di mitigazione del rischio, dotandole di adeguate risorse economiche.
– Emanazione di una Direttiva europea per il rischio idro-geomorfologico e la gestione dei versanti, anche attraverso l’implementazione delle vigenti direttive 2000/60/CE “acque” e 2007/60/CE “alluvioni”, opportunamente relazionate con la Proposta di Direttiva Quadro per la Protezione del Suolo (SFD – Soil Framework Directive), COM(2006) 232.
– Comunicazione e sensibilizzazione della popolazione nei confronti di una corretta impostazione delle problematiche in merito al rischio e all’impossibilità, in termini assoluti, di giungere in ogni caso ad un livello zero e alla “messa in sicurezza” definitiva.
– Gestione dei sedimenti compatibile con la mitigazione del rischio idrogeomorfologico e condizioni idromorfologiche adeguate alle dinamiche degli ecosistemi acquatici, come richiesto dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE; in questo contesto il Programma di gestione dei sedimenti di cui alla Direttiva 2007/60/CE rappresenta una indubbia opportunità per la categoria professionale.
– Proposte di superamento della complessità del quadro normativo di settore attraverso l’emanazione di un testo unico sulla difesa del suolo che riveda le competenze lungo la filiera decisionale, al fine di evitare sovrapposizioni e contrasti e di ottimizzare la gestione del frammentario quadro dei finanziamenti dedicati alla mitigazione del rischio idrogeomorfologico.
– Promozione della presenza del geologo nelle commissioni di gara, di collaudo e nell’Ufficio di Direzione Lavori delle opere di mitigazione del rischio idrogeomorfologico e di difesa del suolo, centralità del geologo nella individuazione degli interventi di tipo strutturale e delle misure non strutturali.
In tali ambiti, così come in quelli relativi alla prevenzione ed al presidio territoriale, è opportuno che il geologo assuma un ruolo predominante e di coordinamento. Occorre, infatti, rivedere il prevalente approccio ingegneristico tenuto fino ad oggi – che ha sostanzialmente condotto in molti contesti operativi ad una forte modificazione del sistema naturale senza produrre sostanziali ed efficaci mitigazioni delle condizioni di rischio, favorendo peraltro anche l’insorgere di ulteriori dissesti – affiancandolo e sostituendolo dove necessario con un criterio che tenga conto dei processi fisici e dinamici del territorio, della loro evoluzione e delle metodiche più opportune e sostenibili per affrontarli.
Infine, per quanto concerne le risorse necessarie, si deve giocoforza uscire dalle logiche dell’emergenza ed investire sia nella prevenzione (le regole con cui si agisce nel territorio), sia nelle modalità di intervento privilegiando le azioni che conducono ad una reale mitigazione del rischio e non ad un mero “ripristino” delle condizioni ex-ante, il più delle volte destinate ad essere tragicamente messe in crisi all’evento successivo. Questo si ottiene solo con una “visione” politica delle modalità di spesa pubblica per la mitigazione del rischio idrogeomorfologico, visione che privilegi non i benefici immediati in termini di visibilità (e fittizi in termini di efficacia), ma quelli importanti e sostanziali, che abbiano redditività nel medio-lungo termine e che consentano un reale decremento del rischio in termini di danni alle persone, ai beni e al patrimonio culturale e ambientale del nostro paese.
L’attività del Tavolo continua idealmente quella della Commissione Difesa del Suolo degli Ordini Regionali, che lavora dal 2014.

Commissione

Carlo MALGAROTTO (Coordinatore), Ordine dei Geologi Liguria
Lorenzo BENEDETTO, Consiglio Nazionale dei Geologi
Anna Rita BERNARDI, Ordine dei Geologi Emilia Romagna
Giancarlo BOSCAINO, Ordine dei Geologi Abruzzo
Marcello BRUGIONI, Ordine dei Geologi Toscana
Roberto CAVAZZANA, Ordine dei Geologi Veneto
Tiziana GUIDA, Ordine dei Geologi Lazio

Sponsor del Tavolo:
CODEVINTEC ITALIANA S.r.l.
HARPO S.p.a.
HORTUS S.r.l.
STAGE S.r.l.