Geoescursione ai Campi Flegrei

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Gli Ordini Regionali ed il CNG con il supporto dell’ Ordine della Campania per la terza giornata del Congresso hanno programmato una Geo escursione ai Campi Flegrei.
La partecipazione è riservata ad numero massimo di 50 persone CON UN CONTRIBUTO DI EURO 20,00 OMNICOMPRENSIVO.
(non è previsto il rimborso del contributo nel caso di mancata partecipazione).

LE ISCRIZIONI AL PRIMO GRUPPO DELLA GEOESCURSIONE SONO TERMINATE.

DATA LA FORTE RICHIESTA, SONO STATE APERTE LE ISCRIZIONI AL SECONDO GRUPPO.

PER I DETTAGLI DELLA GEOESCURSIONE BIS SCARICA IL PROGRAMMA

I Campi Flegrei
I Campi Flegrei occupano il territorio collinoso compreso tra la città di Cuma, il promontorio di Capo Miseno e le
propaggini occidentali della città di Napoli che si estende nell’entroterra dell’antico alveo del fiume Sebeto.
La natura vulcanica del territorio è ben nota fin dai tempi più antichi, come indicato dalla stessa denominazione greca phlegraios (ovvero “ardente”), risalente ai primi coloni greci, che assimilarono l’area flegrea alla penisola vulcanica di Flegra, nella Calcidica, dove si svolse la mitologica battaglia tra gli Dei ed i Giganti che avevano tentato la scalata all’Olimpo. È proprio in questa terra che sorse Cuma Eubea, la prima città della Magna Grecia, fondata intorno all’VIII secolo a.C. dagli abitanti della vicina Pithecusae (Ischia), presto seguita da numerosi altri centri quali Baia, Puteoli (Pozzuoli), Bauli (Bacoli) e Neapolis (Napoli). Tale ricchezza di insediamenti ha notevolmente contribuito ad aggiungere ulteriore fascino alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche dei Campi Flegrei, per secoli una tappa fondamentale del Grand Tour in Italia, come documentano numerosi resoconti
e una ricca iconografia che va dalle incisioni cinquecentesche ai dipinti settecenteschi di pittori italiani e stranieri. IL distretto dei Campi Flegrei rappresenta, assieme al ben noto complesso del Somma-Vesuvio, una delle aree vulcaniche tuttora attive nell’ambito del cosiddetto “Magmatismo Potassico Italiano”. Tale ciclo magmatico ha interessato la penisola Italiana nel Pliocene-Pleistocene (a partire da circa 5-6 Ma fa) in risposta alle complesse vicende geodinamiche che hanno interessato l’area del Mediterraneo occidentale e che hanno portato all’apertura
del bacino Tirrenico ed alla edificazione della catena Appennino-Magrebina.

LE ISCRIZIONI ALLA GEOESCURSIONE SONO CHIUSE PER RAGGIUNTO NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI.